Alcune delle varietà coltivate come piante ornamentali, per l’elegante portamento e il fogliame variegato e vivamente colorato, nei giardini e nei viali sono l’A. negundo con foglie imparipennate, l’A. japonicum, l’A. saccharum (la cui foglia stilizzata è presente sulla bandiera del Canada) e l’A. griseum, per la particolare corteccia che sfaldandosi si colora di rosso; per la coltivazione in vaso e su terrazzi sono da preferire le varietà e gli ibridi a sviluppo limitato dell’A. japonicum e dell’A. palmatum, con foglie palmate più o meno profondamente incise dal colore giallo, verde pallido o rosso.
Le specie adatte alla formazione di bonsai sono l’Acero tridente (A. buergerianum) e l’Acero giapponese (A. palmatum, A. japonicum ed altri).
Le raccolte di aceri di alcuni giardini botanici e i boschi di aceri sono anche mete del turismo nazionale, in diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti e il Giappone, per via delle accattivanti colorazioni del fogliame autunnale. Il termine giapponese momijigari (che letteralmente vuol dire “caccia alle foglie di autunno”) indica la tradizione giapponese di recarsi in autunno nelle campagne per ammirare i colori fiammeggianti degli aceri del Giappone. La colorazione più o meno vivace è data dall’escursione termica fra giorno e notte: più è elevata maggiore sarà la presenza di pigmenti colorati.
Altre specie di Acer vengono utilizzate nell’arboricoltura da legno e in silvicoltura per la produzione di legname, comprendendo specie spontanee o esotiche, ricordiamo: l’A. campestre, l’A. monspessulanum, l’A. opalus, l’A. pseudoplatanus, l’A. platanoides.
A. saccharum e A. nigrum sono coltivati in Canada e in parti degli Stati Uniti per la produzione dello sciroppo d’acero.
Tra gli aceri autoctoni più diffusi in Italia i più comuni sono l’acero campestre, il napoletano, l’italico, l’acero d’Ungheria, l’acero riccio e quello montano; tra quelli non autoctoni, ma maggiormente diffusi come piante ornamentali, sono l’acero negundo, il saccarina e l’acero palmato.




